lunedì, settembre 23, 2013
Mutts di Patrick McDonnell
![]() Mutts è una striscia lirica e visionaria, intinta in una filosofia spicciola. Gli inchiostri di Patrick McDonnell sanno tirar fuori una riflessione e un sorriso anche dal niente, da tutto quello che i nostri occhi trascurano e danno per scontato, da frammenti, riti e pause di una vita che più ordinaria non si può. Fondali semplici e conosciuti, animati da un gatto, un cane, i loro padroni, e tanti altri piccoli animali, domestici e non, quattrozampe, pennuti, granchi. Esistono comic strip epiche, carnevalesche, incontenibili nel sbellicare il lettore o strappare il sorriso. Qui è diverso, c'è poesia illustrata velata di una comicità delicata e sorprendente, impregnata di passione per la natura e la vita. Sono pennellate finemente umoristiche e sognanti che si compiacciono a svelare nelle ripetizioni di tutti i giorni momenti e luoghi nascosti, dimenticati e divertenti. Anche se i syndicate americani tendono ormai a respingere a priori le strip con animali parlanti e pensanti, Mutts è comunque riuscita ad affermarsi come una delle strisce più innovative e incantevoli degli ultimi anni, amata e oggetto di culto tra i numerosi lettori. |
Mutts è nata da un lunghissimo periodo preparatorio. McDonnell sognava di realizzare una comic strip sin dai tempi della sua laurea alla School of Visual Arts nel 1978 ma i primi contatti con gli editori, come da copione, furono del tutto scoraggianti. Ogni anno negli USA nascono e muoiono centinaia di nuove strip che non trovano spazi di pubblicazione. McDonnell intraprese una lunga carriera di illustratore e, raggiunta una notevole fama, riprese a sviluppare l'idea negli anni '90, cercando questa volta l'appoggio di Schulz. Il papà dei Peanuts gli diede pochi semplici suggerimenti: evitare l'umorismo autoreferenziale e definire personaggi credibili. Grazie anche a questo sostegno la striscia debuttò il 5 settembre 1994 su alcuni grossi quotidiani e si affermò definitivamente nel 1995 occupandogli spazi lasciati dall'abbandono del grande Calvin and Hobbes. Questa successione ha un significato non casuale: Mutts per le soluzioni stilistiche nuove e geniali ha preso il posto di leader tra le strip che fu già del capolavoro di Watterson. Il lungo e sofferto tempo per la sua creazione ci ha regalato una striscia che è una splendida sintesi di cento anni di storia in questo genere di fumetto e assieme un modello e una miniera di idee e spunti creativi. |
![]() Mutts nasce dopo un secolo di strisce. Le influenze e i riferimenti stilistici sono tantissimi, come mostrato apertamente anche dal colto gioco di citazione delle tavole domenicali. A parte il grande papà Schulz, il più notevole e dichiarato perno d'ispirazione è Krazy Cat di G. Herriman, stralunato capolavoro di poesia, gioco e immaginazione sul quale l'autore di Mutts ha scritto un libro considerato fondamentale. E poi c'è il Popeye di Segar, ammirato e citato da McDonnell, una striscia dall'umorismo furioso capace di offrire allo stesso tempo una storia in progressione e una gag al giorno. Il creatore di Mutts è un cultore delle comic strip e conosce la grammatica, la sintassi e i tempi di questo genere. Il tratto è comunque molto originale, con pennellate minimaliste che sembrano attingere più dall'esperienza del mondo delle tele che da quello dei cartoni. |
Come per altre strip che si appoggiano alle personalità perfettamente delineate dei personaggi, il cast funziona da catalizzatore. Il cartoonist diventa un medium che su carta fa esplodere le idee dettate dai pensieri, dal carattere e dalle iniziative dei protagonisti. Mutts è uno splendido esempio di arte sequenziale, altra definizione del fumetto artistico. Piccoli sonetti disegnati, con magistrale uso di pause, vuoti, dove i pensieri e le reazioni dei personaggi sono lasciati all'intuizione del lettore che partecipa alla costruzione della scena ed è spesso coinvolto in dense meditazioni. Gli sfondi quasi sempre sono appena tratteggiati con pochi dettagli che molto raccontano.Mooch il gatto curioso ed Earl il cane fiducioso hanno lo spirito degli eterni cuccioli, come il loro autore. Vedono il mondo ogni giorno come se fosse la prima volta e proprio per questo sanno osservare di più. Piacciono a tutti quelli che, come ricorda Neruda, hanno salvato e forse nascosto il bimbo che ha sempre vissuto nella propria anima. La striscia racconta anche una gratitudine esistenziale ed è una dichiarazione d'amore e di rispetto per la natura, che talvolta sfocia in denunce protezionistiche. |
Le tavole domenicali a colori sono assolutamente strepitose, con dinamiche di impaginazione e sequenze capaci di stupire ogni volta i lettori. La raffinatezzastilistica già presente nel bianco-grigio-nero delle classiche strisce giornaliere esplode in un gioco magistrale di colori e citazioni imprevedibili. La tavola iniziale che funziona da logo e da titolo viene trasformata ogni volta da McDonnell in un tributo grafico ad artisti e capolavori popolari. Assistiamo così ad una rivisitazione "muttsiana" del famoso Bacio di Gustav Klimt, della Persistenza della memoria di Dalì, del Grido di Munch, di opere di Basquiat, Matisse, Andy Warhol, Gauguin, Mirò,e tanti altri che secondo le parole dell'autore hanno reso visibile l'invisibile. Ma gli omaggi si estendono a poster e copertine di film e dischi che hanno segnato la cultura moderna, Stevie Wonder, Procol Harum, e persino ad altri fumetti storici come Dick Tracy o a famose pubblicità e confezioni di prodotti. Mutts è un testimone delle immagini della nostra epoca. |
| Come quasi tutti i cani, Earl ogni giorno e in ogni momento festeggia la vita. Come tutti i padroni sanno, ha entusiasmo e fiducia incrollabili. È un amicone disponibile, con i suoi rituali e manie. Scena di attacco al postino come da schema classico, ulula quando rimane solo, abbaia agli scoiattoli, adora il cibo umano, dorme ai piedi del letto. Ragiona molto concreto, da una realistica prospettiva canina. Le mille quiete, riflessive e deliziose varianti delle passeggiate al guinzaglio con Ozzie, il suo padrone, arrivano da un'ispirazione autobiografica. Nella vita di McDonnell esiste infatti proprio un cane con questo nome. (sotto la strip dedicata all'undici settembre) ![]() |
sembra molto diffusa nella sua razza, per un piccolo calzino rosa. Qualcosa di diverso dalla coperta di Linus: più che un rifugio è un esaltante pezza che rattoppa i languori dell'esistenza e gli regala una goduria intima e profonda. Il gatto ha comunque un amore vero, ostinato e romantico: Shnelly, una micia seminascosta dietro una finestra e che conosciamo solo per lesue orecchie. Una passione sofferta anche per la competizione dell'altro instancabile corteggiatore Noodles. Shnelly da parte sua si diverte a gettare benzina sulla rivalità. Come nella tradizione delle antiche comic strip, Mooch ha un suo modo particolare di parlare che purtroppo si perde nella traduzione italiana: uno "sh" strascicato che sostituisce tutte le esse, yesh, shtop, shomewhere
. |
![]() I personaggi umani sono introdotti attraverso gli occhi di Mooch, Earl e degli altri animali. Ozzie, il padrone del cane, ad esempio è definito da Earl così: "è il tipo che mi nutre, mi da grattatine e mi porta a passeggio" (risposta di Mooch: "dove posso procurarmene uno?"). Ozzie, naso grosso e baffi, è il più autobiografico dei protagonisti, ispirato in parte all'autore e in parte a certi personaggi silenziosi del cinema e delle comicstrip storiche. Frank e Millie sono vicini di casa e si prendono cura di Mooch. Sono una coppia di pensionati con percorsi di vita ormai assestati: Millie coccola il gatto e sopporta il marito, Frank ama Millie e sopporta Mooch, il felino a sua volta si fa beffe di entrambi. Butchie è il proprietario del luogo di ritrovo preferito di Mooch e Earl, una sorta di macelleria, rosticceria, pasticceria dove si trova ogni genere di agognato cibo umano. Grosso, naso a patata, grembiule e cappello è il vero antagonista dei due quadrupedi. Instancabili, con lui ci provano sempre con nuove trovate, non si sa mai. In alcune tavole appare una bimba di nome Doozyche ama tutti gli animali dei vicini. |
![]() Guard Dog, il cane da guardia sempre legato alla catena. Madre natura l'ha disegnato tosto, dovrebbe fare paura, recitare il ruolo dell'antagonista cattivo. E invece è una figura un po' tragica e penosa con un cuore dolce e pensieri garbati. Sourpuss è un grosso gatto che detesta tutto. Ha iniziato manifestando l'odio per i lunedì ma poi l'intolleranza è scivolata sul resto della settimana e infine su qualsiasi aspetto del creato. Woofie è un cane dall'affetto bavoso e incontenibile. Tutto per lui è "wuf wuf", amore incondizionato. Mooch e gli altri tentano di difendersi da questi eccessi di sdolcinatezze canine. Shtinky Puddin' (indovinate chi gli ha dato il nome, con riferimento alla puzza dato che è stato trovato nell'immondezza), conosciuto anche come Jules, è un gattino smarrito, afflitto da incertezze abissali. Ha un animo sensibile ed è ossessionato dal problema delle specie in pericolo di estinzione. Ha il compito di mostrare l'ideologia protezionista dell'autore. Shtinky sta spesso con Mr. Noodles, vissuto gattaccio da vicolo, sorta di padrino e mentore per il micetto, nonché rivale in amore di Mooch. |
![]() ![]() ![]() Poi c'è il mare dove Earl e Mooch trascorrono le estati. Un altro mondo da esplorare dove vive Crabby il simpatico granchio dal brutto caratteraccio (gioco di parole inglese: crab uguale granchio, crabby uguale bisbetico e acido). Crabby sostituisce, secondo i canoni delle comic strip, con un mucchio di "#*%@+" il linguaggio salato da marinaio incazzato dell'angiporto. Imperdibili i dialoghi e contrasti con la moglie Lollipop e con le Mussels Marinara, ineffabili mitili bivalvolari. (a sinistra una tavola ispirata ad un famoso disco dei Procol Harum) |
![]() Mutts è la classica comic strip con più livelli di lettura. Perfetta per le teste semplici dei bambini, ubriacante per i neuroni del più sofisticato intellettuale grazie al magistrale gioco di citazioni e riferimenti. Per chi vuole entrare appieno nello spirito della strip è assolutamente d'obbligo "MUTTS the comic art of Patrick McDonnell", purtroppo non reperibile in italiano. È forse il miglior libro di comic strip e vale la pena cercarlo in originale presso Amazon o altri siti che vendono in rete. Dalle nostre parti le strisce sono state pubblicate, ma ora non più, da Linus e raccolte in alcuni libri dalla defunta Baldini e Castoldi. Ricco di informazioni è muttscomics.com, sito ufficiale molto ben curato. Il miglior modo per seguire questa strip: iscrivendovi potete ricevere gratuitamente ogni giorno sulla vostra casella di posta una nuova striscia. Altre strisce potete trovarle anche sulla pagina Facebook. |
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mercoledì, giugno 13, 2007
Sunday comic (6)
Un altro dei problemi con le tavole domenicale è quello del colore. Anche se ormai sempre più spesso le strisce giornaliere stanno abbandonando lo scarno bianco e nero, per tradizione le versioni domenicali sono a colori. E il settimo giorno per l’autore che va a comprarsi un po’ di quotidiani è quello delle scoperte cromatiche. Quasi impossibile trovare due fogli stampati che abbiano le stesse gradazioni. Molto spesso il risultato non è quello voluto. Non sempre purtroppo si tratta di sfumature o leggere variazioni di tonalità.
Con il passare degli anni, per quanto possa sembrare paradossale vista l’evoluzione tecnologica, le sunday comic hanno perso molto del loro antico splendore. Così come le loro dimensioni sono diminuite (impensabili oggi i paginoni dove andava Little Nemo), anche la gamma della tavolozza è stata ristretta. I colori sono diventati piatti e primari.
Non lo sappiamo, non ce ne rendiamo conto ma molto spesso non vediamo le tavole con le tonalità scelte dagli occhi del cartoonist. Il problema è generale, non solo nella stampa. Anche su Internet e sui nostri monitor le differenze sono tante, difficilissimo ottenere un risultato univoco, anche identificando sul piano informatico il numero del colore. Fanno un po’ ridere i 16,8 milioni di colori dichiarati dai nostri schermi moderni, non esiste umano che sarebbe capace di distinguerne la centesima parte. Tenendoci anche alla palette ritenuta sicura per il web di 256, comunque si fanno belle scoperte osservando sui monitor di amici e colleghi: la riproduzione varia in modo palese.
Tornando alle tavole domenicali, per arrivare ad un risultato accettabile e cercare di sfruttare al meglio la “palette” disponibile, i cartoonist ricorrono ad un sistema di annotazioni che individua con precisione il colore scelto per quella determinata area. Saltando così tutte le variazioni che possono dipendere dai passaggi, dalle scansioni e letture effettuate dalle diverse macchine. Un esempio di questo lavoraccio possiamo vederlo sotto, osservando come McDonnell, l’autore di Mutts pilota il processo di stampa di una tavola domenicale. Giocando con i numeri si riesce spesso ad ottenere la brillantezza e le sfumature volute.
L'esempio è tratto da "Mutts - The Comic Art of Patrick McDonnell". È una edizione splendida, non solo per chi ha il culto di questa strip, in assoluto uno dei migliori libri di comic strip in circolazione, per la raffinata impaginazione e per quello che l'autore racconta. Un volume dedicato ad un'arte come dice il titolo, lontano dalle rozze raccolte di fumetti incollate e cucite alla buona alle quali ci ha abituato il mercato, non sfigurerebbe vicino a quelli dedicati alla pittura . Un vero peccato che nessun editore dalle nostre parti abbia pensato a una versione italiana. Accompagnandosi con grandi illustrazioni, bozze, schizzi, l'autore racconta Mutts, i personaggi, i riferimenti e le citazioni, ma anche un bel pezzo della storia delle comic strip e la sua passione per questo genere di fumetto. McDonnell, ricordiamo, è anche uno dei principali studiosi di Krazy Kat e Popeye oltre che appassionato cultore di tutta l'arte visiva contemporanea. Caldamente raccomandato, si trova ad un prezzaccio favorevole su Amazon.
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mercoledì, luglio 02, 2008
Mutts - Shelter Stories
Articolo a cura di Cius

Non ci dev'essere niente di più bello per un cartoonist di sapere che il suo lavoro può trasformarsi ed evolversi nel tempo a favore di una giusta causa.
E' capitato a Patrick McDonnell e ai suoi Mutts con la pubblicazione dell'ultima raccolta "Shelter Stories" letteralmente "Storie da canile" uscita all'inizio di maggio nelle librerie americane diventando da subito un successo (e reperibile tramite la solita Amazon, qui).
In questa particolare raccolta sono state inserite più di cento "Shelter Stories" pubblicate dal 1998 ad oggi all'interno della serie regolare di strip quotidiane (normalmente ricompaiono per volontà dell'autore due volte all'anno: nella prima settimana di maggio e nella prima di novembre) . Sono strisce che come tema hanno appunto quello dell'adozione di animali abbandonati e rinchiusi nelle strutture di accoglienza.

(la prima strip di Shelter Stories pubblicata nel novembre 1998)


Il periodo estivo, ce lo permetterete, è quello giusto per affrontare l'annoso e sempre attuale tema dell'abbandono degli animali da parte di gente a dir poco sconsiderata. Questa "moda" di ritenere cani e gatti dei giocattoli è causa in primis di incidenti e tragedie, in secondo luogo del sovraffollamento proprio di quei canili di cui si va a parlare. C'è da sperare che a parlarne di sovente, battendo il chiodo anche sulle teste più dure, prima o poi si riesca a debellare una delle pratiche più odiose della nostra società moderna. In un modo o nell'altro molto spesso queste povere bestie fanno una brutta fine, ultimo cerchio di una società che si dimentica degli ultimi.
Così, da sempre attento a tematiche ecologiste ed ambientaliste, McDonnell deve aver pensato che raccontare questa triste realtà a modo suo, avrebbe potuto stimolare i suoi lettori ad un più ampio senso civico e con la complicità di una risata magari convincerli ad adottare qualcuno degli ipotetici amici a quattro zampe di Earl e Mooch la coppia protagonista delle sue strip.
Nate il 2 novembre 1998 le Shelter Stories sono state da subito amate dai lettori. Una vera e propria serie inclusa in quella principale con le sue regole e le sue strutture narrative. Rimangono le battute veloci e delicate di sempre ma gli animali sono ogni volta diversi, spesso i protagonisti non compaiono neppure e il teatrino è tutto in mano a loro e alle loro vicissitudini.





Dietro a tutto questo c'è un forte senso tutto americano per il prossimo. Nelle pagine della raccolta di "Shelter Stories" si susseguono strip e foto di animali adottati con tanto di frasi ad effetto tipo "e vissero felici e contenti".
La qualità però del lavoro è ottima (come sempre del resto per le raccolte di Mutts) e le strip da leggere sono intrise di quella semplicità e di quella leggerezza tipica dello stile di McDonnell che riesce a parlare con giusto equilibrio anche di temi piuttosto delicati.

(una vignetta della serie dedicata all'uragano Katrina dell'agosto del 2005)
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giovedì, dicembre 28, 2006
La traduzione delle strisce, partendo da Magritte

Quello sopra è un dipinto del 1953 di René Magritte chiamato "Golconde". Che ha a che fare con le comic strip e con il tema che iniziamo oggi?
McDonnell, l'autore di Mutts, nella tavola iniziale delle sue sunday comic, che funziona da logo e da titolo,
inserisce sempre un tributo grafico ad artisti e capolavori popolari. Avremo l'occasione più volte ancora di parlare di Mutts (vedi scheda), amatissima da Schulz e considerata una delle migliori comic strip di sempre da gente come Spiegelman, Feiffer e Groening.
Partiamo da un primo quadro (qua sotto) di una tavola domenicale che cita l'opera di Magritte e prosegue sul tema di una danza della "non pioggia" di Earl e Mooch, il cane e il gatto protagonisti della strip. Questo primo quadretto è interessante per proporre una prima riflessione allegra e un giochetto sul tema delle traduzioni delle strisce.
Si osserverà, non ci sono parole, che problema c'è?. Eppure le cose non sono come sembrano.
La commistione tra testo e disegno è fortissima nelle comic strip e spesso il disegno trasporta dei significati idiomatici propri di una lingua.

Per il lettore italiano che non conosce Magritte il disegno appare comunque divertente, se poi afferra la citazione la tavola risulta ancora più spassosa. Se però non conosce l'inglese perde un giochetto idiomatico che è veicolato* da McDonnell. "Piove a catinelle" infatti è spesso reso in inglese con l'espressione idiomatica, a dire il vero piuttosto tradizionale e non usata dalle nuove generazioni, "it's raining cats and dogs"(letteralmente: stanno piovendo gatti e cani).
Le lingue non possono essere tradotte meccanicamente, come se fossero dei codici segreti nei quali ad ogni parola ne corrisponde esattamente un'altra. Questo lo sappiamo già. Ma tradurre è una cosa dannatamente seria e non è solo "dire la stessa cosa in un'altra lingua" (Umberto Eco). Le lingue sono espressione di una cultura, stracariche di espressioni tipiche che rivelano anche modi di pensare e vedere le cose. E questo vale anche per le modalità con cui vengono costruiti periodi e frasi. Lo stesso si può dire anche per uno slang, come quello giovanile, che racconta una visione del mondo.
Per le comic strip che scherzano e giocano con parole e disegni, pescando spesso dalla propria cultura nazionale, il problema è ancora più serio, come racconteremo in alcuni prossimi post.
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[ Piccola nota dei redattori del blog: è vero, sembra che andiamo un po' a casaccio con gli argomenti ma intendiamo lo strumento "blog" nel senso letterale di "web log", vale a dire "appunti in rete". Appunto: appunti, sparpagliati, mano a mano che ci riflettiamo o prendiamo spunti. Appunti che riprendiamo dopo qualche giorno. Se avessimo voluto qualcosa di ordinato avremmo messo su un sito, oppure, ancora meglio, un libro. Magari un giorno, trovateci un editore intanto ;-) , non si trovano per le raccolte di strip, figuratevi per un libro che parla di strisce]
*veicolato, ah, era almeno da un anno che volevamo usare il verbo veicolare in un bel contesto (!).
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giovedì, maggio 31, 2007
Sunday Comics (4)
McDonnell, l'autore di Mutts, gioca la partita dello spazio di scarto in un modo ancora diverso. In molte sunday comic l'area che si può tagliare corrisponde al pannello del titolo della serie. In Mutts la tavola iniziale che funziona da logo e da titolo non è mai uguale e viene trasformata ogni volta in un tributo grafico ad artisti e capolavori popolari, legato in qualche modo al tema della sunday comic (davvero un peccato perderla).
Assistiamo così a rivisitazioni "muttsiane" del famoso Bacio di Gustav Klimt, della Persistenza della memoria di Dalì, del Grido di Munch, di opere di Basquiat, Matisse, Andy Warhol, Gauguin, Mirò, e tanti altri che - secondo le parole dell'autore - hanno reso visibile l'invisibile.
Ma gli omaggi si estendono a poster e copertine di film e dischi che hanno segnato la cultura moderna e persino ad altri fumetti storici come Dick Tracy o a famose pubblicità e confezioni di prodotti (una ricca serie di esempi in questa pagina del sito ufficiale, con la possibilità di vedere con un clic le fonti d'ispirazione). Mutts è una striscia divertente e poetica ma anche un testimone delle immagini della nostra epoca.
Nell'esempio sotto il pannello iniziale, che funge da titolo, è ispirato alla copertina del celebre album dei Procol Harum "A Salty dog" (se non conoscete la citazione procuratevi il disco, contiene uno dei brani più belli del pop degli anni '60, e se le note vi danno un sensazione di armonie innate è probabile che vi siano state passate con il liquido amniotico).
Crabby (gioco di parole inglese: crab uguale granchio, crabby uguale bisbetico e acido), il granchio dal brutto caratteraccio che compare in questa tavola domenicale, è uno dei personaggi più simpatici del cast di Mutts. Parla il linguaggio salato da marinaio incazzato dell'angiporto, sostituendo, secondo i canoni delle comic strip, le parolacce con un mucchio di "#*%@+" .
Come noterete c'è anche un'altra divertente citazione nel corso della strip. Crabby per scusarsi del ritardo con la compagna sta raccontando una sua favola del mare: è stato inghiottito da un cetaceo (finirà sputato perché - vedi la battuta finale - persino le balene lo trovano duro da digerire). Dentro incontra, come dice lui, un certo pazzo burattino italiano e un grillo "cantante" di collodiana memoria.
Riferimenti: sito ufficiale di Mutts: muttscomics.com (suggerimento: iscrivetevi nella sezione "My Mutts", riceverete ogni giorno, unico sito così generoso, una strip, comprese le versioni domenicali) e la scheda sui Ragnacci del Web.
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martedì, maggio 19, 2009
Macanudo di Liniers (quinta parte – layout)
[[la prima puntata è andata in onda venerdì 24 aprile, la seconda mercoledì 29 aprile, la terza mercoledì 6 maggio, la quarta giovedì 14 maggio]
Macanudo è talmente articolato e variegato nei temi e nei layout, lo sfruttamento del "rettangolo striscia" così spinto, che potrebbe ben essere adottato in una ipotetica scuola di comic strip. In questa ultima parte vedremo alcuni degli estroversi layout della striscia. Liniers non disegna mai strip in formato domenicale, neppure nel settimo giorno, secondo quello che è invece lo standard americano. Di solito le soluzioni più particolari si trovano negli autori USA solo nel formato sunday comic, proprio perché lo spazio più ampio le consente. La domenica era ed è il giorno per sbizzarrirsi, specie per gli autori più insofferenti al classico formato, sempre più rimpicciolito nella stampa.
Un maestro della prima metà del secolo scorso era Herrimann: difficile trovare due Krazy Kat della domenica simili e alcune sue trovate erano stupefacenti. Tra gli autori contemporanei gli equilibrismi più innovatori li troviamo in Zits della coppia Scott e Borgman e in Mutts di McDonnell.
Per tradizione nelle giornaliere ci si rassegna ai classici tre o quattro tempi rigorosamente ripartiti, non si era mai visto invece usare il layout in funzione narrativa come spesso avviene con Liniers in Macanudo. Grazie anche alla cultura cinematografica unita a quella più fumettistica non solo racconta quello che gli pare ma riesce a impaginarlo come vuole stando nei limiti dello spazio "striscia" giornalistico con buona leggibilità, Si assiste così a zoomate, carrellate, angolazioni, sequenze ritmate, divisioni della tavola in otto, persino sedici quadretti, oppure ancora a vignette singole fantasiose, centrate in modo sorprendente.

[La mattina cerca di ricordare un sogno senza riuscirci. Dopo si fa quattro tost. Quando legge il quotidiano analizza la situazione internazionale. Quando prende l'ascensore si ricorda di qualcuno che l'ha ringraziato. In ufficio saluta tutti con un sorriso e un lieve movimento del capo. Pranza da solo. Parla con gli amici. Sbraita con un guidatore di bus. Guarda la televisione. La notte dice a un'amica: "in un giorno sono settantasette persone differenti".]

[Madariaga! - Perdono, Madariaga, sei davanti alla TV da tutte queste ore - Meno male che non hai cervello, altrimenti...]

[Non è spiritoso...perdono.- Però è bello]

[ Per un secondo, un secondo, non di più, si sentì.... il centro dell'universo]

["Williams el bicho bolita" è una delle tanti miniserie aperte da Liniers, è un isopodo, l'insetto armadillo che si incontra nei giardini. Si appallottola e i quadretti si arrotolano con lui. "Ah, Que miedo" uguale "Ah, che fifa"]

["Non so se è codardo o minimalista"]

[Ho letto tutti i libri che mi hai detto. Contenta?]

["Ti sei svegliato Fellini?" - "non ne sono del tutto certo"]

[Previsioni per oggi: possibilità di acquazzoni isolati e una leggera sensazione di nostalgia. / Previsioni per domani: ancora pioggia e un po' di melanconia]

Chiudiamo con la spettacolare copertina della quinta raccolta di Macanudo, Edizioni De La Flor. Tutto è presentato sotto forma di una lunghissima striscia, l'autore, molto rilassato introduce tutti gli elementi classici di un volume: titolo grande, numero della raccolta, editore, logo, e poi via nella contro copertina estratti da qualche recensione amica, codice a barre. Non c'era una "gallettita" (biscotto) per tutta la casa, esce a comprarle.


Troppo macchinoso riportare la traduzione a parte. Con qualche sforzo lo spagnolo si segue bene. Eppure in qualche commento si è chiesto di tradurre sempre le strip. Piccola digressione finale e personale. Leggere le comic strip nella lingua originale è un'esperienza impagabile. Di più: è un'occasione per imparare le lingue. Per quanto può sembrare strano, la passione per le strisce nel mio caso è nata collegata alla voglia di imparare l'inglese. Ero già un buon consumatore sin da piccolo, contagiato dagli amici a scuola per i Peanuts, poi Linus e altri periodici, qualche raccolta in italiano. Ma tutto ha inziato a decollare quando per migliorare l'inglese ho cominciato a comprare volumi in lingua originale, finendo così per scoprire tanti altri autori. Il contesto di parole e disegno facilita l'apprendimento di frasi, altri vocaboli, espressioni colloquiali. Come fare una vacanza studio da soli per apprendere dai madrelingua vivendo con loro (e in fondo entrare in una comic strip è come accedere a un piccolo mondo). Con un fattore in più: il divertimento aiuta, è l'elemento didattico più potente. Ma non ditelo troppo in giro, qualche scuola di lingue rischia di chiudere, qualche corso rischia di sparire se si scopre che il denigrato fumetto ha questi poteri. Quanto a Macanudo: mai studiato spagnolo. Però è semplice se riconoscete le radici delle parole (nel mio caso ha aiutato il fatto che dalle mie parti dialetti e lingue locali sono molto influenzati da spagnolo e latino). Basta stare attenti a quelli che vengono chiamati "falsi amici", parole scritte in modo simile nelle due lingue ma dal significato diverso e ogni tanto (solo in casi estremi) aprire un dizionario.
Il suggerimento: Macanudo sta per arrivare in lingua italiana ma procuratevi anche via web tutte le prime raccolte in spagnolo. Acquisteranno valore di oggetti da collezione e il divertimento è tanto.

Per fare rifornimento di Macanudo vi consigliamo "autoliniers", un blog che aggiunge in automatico tutte le ultime tavole uscite. Inoltre la pagina di comic strip de La Nacion il quotidiano argentino dove è pubblicata ogni giorno la strip (ne parleremo presto, la scena argentina merita attenzione) e il blog ufficiale dell'autore dove si possono apprezzare anche tutti gli altri disegni.
È ormai imminente la distribuzione della sesta raccolta. Vi segnaliamo infine il libro per piccoli di Liniers appena uscito.
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giorni momenti e luoghi nascosti, dimenticati e divertenti. Anche se i syndicate americani tendono ormai a respingere a priori le strip con animali parlanti
Mutts è nata da un lunghissimo periodo preparatorio. McDonnell sognava di realizzare una comic strip sin dai tempi della sua laurea alla School of Visual Arts nel 1978 ma i primi contatti con gli editori, come da copione, furono del tutto scoraggianti. Ogni anno negli USA nascono e muoiono centinaia di nuove strip che non trovano spazi di pubblicazione. McDonnell intraprese una lunga carriera di illustratore e, raggiunta una notevole fama, riprese a sviluppare l'idea negli anni '90, cercando questa volta l'appoggio di Schulz. Il papà dei Peanuts gli diede pochi semplici suggerimenti: evitare l'umorismo autoreferenziale e definire personaggi credibili. Grazie anche a questo sostegno la striscia debuttò il 5 settembre 1994 su alcuni grossi quotidiani e si affermò definitivamente nel 1995 occupando
Come per altre strip che si appoggiano alle personalità perfettamente delineate dei personaggi, il cast funziona da catalizzatore. Il cartoonist diventa un medium che su carta fa esplodere le idee dettate dai pensieri, dal carattere e dalle iniziative dei protagonisti. Mutts è uno splendido esempio di arte sequenziale, altra definizione del fumetto artistico. Piccoli sonetti disegnati, con magistrale uso di pause, vuoti, dove i pensieri e le reazioni dei personaggi sono lasciati all'intuizione del lettore che partecipa alla costruzione della scena ed è spesso coinvolto in dense meditazioni. Gli sfondi quasi sempre sono appena tratteggiati con pochi dettagli che molto raccontano.
Le tavole domenicali a colori sono assolutamente strepitose, con dinamiche di impaginazione e sequenze capaci di stupire ogni volta i lettori. La raffinatezza
volta da McDonnell in un tributo grafico ad artisti e capolavori popolari. Assistiamo così ad una rivisitazione "muttsiana" del famoso Bacio di Gustav Klimt, della Persistenza della memoria di Dalì, del Grido di Munch, di opere di Basquiat, Matisse, Andy Warhol, Gauguin, Mirò,
Il gatto ha comunque un amore vero, ostinato e romantico:
passione sofferta anche per la competizione dell'altro instancabile corteggiatore Noodles. Shnelly da parte sua si diverte a gettare benzina sulla rivalità. Come nella tradizione delle antiche comic strip, Mooch ha un suo modo particolare di parlare che purtroppo si perde nella traduzione italiana: uno "sh" strascicato che sostituisce tutte le esse, yesh, shtop, shomewhere
.
I personaggi umani sono introdotti attraverso gli occhi di Mooch, Earl e degli altri animali.
Butchie
antagonista dei due quadrupedi. Instancabili, con lui ci provano sempre con nuove trovate, non si sa mai. In alcune tavole appare una bimba di nome 






Mutts è la classica comic strip con più livelli di lettura. Perfetta per le teste semplici dei bambini, ubriacante per i neuroni del più sofisticato intellettuale grazie al magistrale gioco di citazioni e riferimenti. Per chi vuole entrare appieno nello spirito della strip è assolutamente d'obbligo "
nostre parti le strisce sono state pubblicate, ma ora non più, da Linus e raccolte in alcuni libri dalla defunta Baldini e Castoldi. Ricco di informazioni è 
















