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R.I.P. Richard

In memoria di Richard Thompson, ripubblichiamo l'intervista concessa a Balloons nel 2008.

.................................................................................................

Abbiamo già annunciato la pubblicazione di Cul de Sac in Italia sul mensile Linus. È il momento giusto per fare conoscenza con Richard Thompson. L'autore ci racconta qualche frammento della sua storia assieme ad alcuni pensieri sul mondo delle strisce da giornale.
Le due vignette in sequenza che illustrano l'articolo sono un regalo proprio per i lettori italiani. Nella prima il padre chiede ai bambini cosa stiano combinando. "
Scaviamo una buca per l'Italia". "Ci siamo quasi". La gag della seconda non ha ovviamente bisogno di spiegazioni. Se volete con un clic sulle immagini potete accedere a una versione ad alta risoluzione, scaricabile e adatta alla stampa.
L'intervista è stata realizzata in collaborazione con Cius.
Che resta da dire? "Richard, thanks for you kindness".





Richard, innanzi tutto grazie per la tua disponibilità all'intervista.
Sei uno dei cartoonist che sta avendo maggior successo internazionale in questo momento. A soli tre anni dall'esordio di "Cul de Sac", un tempo relativamente breve, ti aspettavi anche una versione in italiano della tua comic strip? Che effetto fa sapere che le vicende di Alice e Petey Otterloop verranno inevitabilmente "vissute" dai lettori nella quotidianità di un paese come l'Italia?


Non posso proprio affermare di avere raggiunto tutto questo successo, ma fin ora tutto va bene. Cul de Sac è partita come striscia solo domenicale sul Washington Post nel 2004. Dal momento in cui è andata sotto la distribuzione del syndicate lo scorso autunno ha raggiunto115 giornali. È un buon inizio per una strip, specie di questi tempi, con quotidiani che spariscono e fumetti che si restringono. I quotidiani in Italia hanno la pagina dei fumetti? Conosco bene Linus, ma non so gran che della stampa giornaliera. Ma sono molto lusingato che Cul de Sac stia arrivando in Italia e spero che il suo umorismo abbia un senso e venga fuori anche in questa versione. Il traduttore per Linus, Diego Ceresa [NDR: calligrafo e collezionista di comics, il miglior letterista italiano, cura anche i Peanuts su Linus], mi ha spedito alcune delle strisce che ha tradotto e sta facendo un lavoro meraviglioso. Ha persino sviluppato un font particolare dal mio lettering in modo che appaia scritto a mano. Io stesso non vedo l'ora di vedere una copia, sarà uno stimolo per imparare la vostra bellissima lingua.


Il tuo successo, come quello di molti altri, è passato per i quotidiani e in generale per la carta stampata, con un record di consensi fin dall'esordio sul Washington Post. Tutto questo nell'era di internet, in cui molti pensano che sia il web la vera nuova frontiera della pubblicazione. Pensi che la pubblicazione su carta sia ancora importante? Sotto questo punto di vista qual è la tua opinione personale?


La mia occupazione quotidiana è l'illustrazione, soprattutto sui periodici, e se non la vedo stampata su carta è come se niente fosse accaduto. Mi sto abituando a vedere il mio lavoro on line, curando da solo un mio blog per un po' di tempo ho diffuso in rete la mia roba. Ma la pubblicazione su carta rimane importante per me. Sono un tradizionalista, o se rende l'idea, un fuddy-duddy [NDR: Richard ricorre a questa splendida espressione musicale ritmata in inglese che rende l'idea di persona di vecchio stampo, un po' fuori dai tempi]. E amo i quotidiani, ho lavorato per il Washington Post per quasi 25 anni, e vedere la mia striscia sulla carta del giornale assieme a tutte le altre comic strip significa molto per me, come se avessi traslocato in un quartiere che ho sempre amato.


Negli Stati Uniti c'è un amore spropositato per le comic strip. Qui in Italia siamo molto più legati alle graphic novel, ai cartoon Disney, ai Manga e al fumetto con i super eroi. L'esordio su Linus quindi è un'ottima opportunità per conoscerti. Ci chiediamo allora che cosa rappresentino per te le comic strip, quale importanza abbiano avuto nella tua vita e come si distinguano dalle altre forme di fumetto e comunicazione?



Richard Thompson autoritrattoAnche in America la gente si sta indirizzando sempre più verso Manga e graphic novel. Comunque penso che le comic strip da quotidiano mantengano la loro popolarità, come è dimostrato da quanto avviene su un giornale ogni volta che aggiungono o cancellano le loro strisce. Ero un ragazzino negli anni sessanta a Washington D.C. quando c'erano diversi quotidiani tutti con le pagine delle comic strip. Peanuts, che era al culmine della popolarità, e Pogo sono le prime strip delle quali ho una vivida memoria di lettura. Pogo era la preferita dei miei genitori, specie di mia mamma. Le piaceva disegnare e qualche volta riproduceva i personaggi di Pogo o quelli Disney. Mi sedevo al tavolo della cucina e disegnavamo insieme. Lei era cresciuta in diversi orfanotrofi e per intrattenere i bambini più piccoli disegnava anche fumetti per loro.
Così, disegnare è quello che ho sempre fatto, persino quando avrei dovuto dedicarmi ad altro, come i compiti a casa, e in genere i miei disegni erano umoristici, o quanto meno tentavano di essere comici. Come ho detto, gran parte del mio lavoro è consistito nella illustrazione per pubblicazioni e più andavo avanti in questa attività più cercavo di elaborare parole nel disegno, come se stessi provando a trasformarlo in un in una vignetta che si regge in piedi da sola, non più dipendente dal testo illustrato. Non so se in Italia avete qualcosa di simile alle vignette umoristiche del New Yorker: per me sono come piccole fette di vita osservata presentate in modo abbastanza semplice ma con didascalie e disegno sofisticati. È a questo che, in un certo modo, molto del mio lavoro di illustrazione si stava indirizzando, anche se spesso era ben inferiore.

Nell'illustrazione ho sempre avuto voglia di provare quasi tutto, roba sciocca, caricature, pennino e inchiostro, acquarello, pittura ad olio, matite colorate etc e tutto questo mi ha portato a imparare nuove cose. E imparare nuove cose ha significato studiare il lavoro dei migliori e provare a rubare da loro. Credo che l'idea di fare una comic strip sia sempre esistita in un angolo del mio cervello, persino in quegli anni nei quali giuravo che mai ne avrei fatta una dato che ero così impegnato in altri lavori. Ma ci sono arrivato facilmente, prima con la tavola domenicale sul Washington Post poi con le strisce giornaliere per il syndicate. Quello che sto dicendo è che la striscia giornaliera è una Grandiosa Espressione Artistica Americana, forse non sempre grandiosa, ma, nelle sue forme migliori , uno dei vertici dell'arte grafica. E avere la possibilità di esprimersi così è solo una gioia, nonostante tutto il duro lavoro nel macinare fuori una striscia ogni giorno.
Come ho detto, disegnare è quello che ho sempre fatto.


Cul de Sac è nata dopo anni di lavori nel campo dell'illustrazione. La si può considerare il punto di arrivo della tua precedente produzione o un nuovo punto di partenza?

È un'ottima domanda che spesso io stesso mi sono posto. Ho operato come libero collaboratore per gran parte della mia vita e Cul de Sac è il mio primo vero lavoro dopo tanto tempo. Penso sia soprattutto un nuovo punto di partenza perché disegnare una comic strip è un processo infinito, così tanto che mai arrivi veramente, continui solo ad andare sempre avanti. E si dice che il viaggio sia molto più importante della destinazione.


C'è qualche autore italiano che conosci e stimi per il suo lavoro?

Sì! Amo Lorenzo Mattotti, Vittorio Giardino e Tullio Pericoli. E mi piacerebbe conoscerne di più, per favore raccomandatemene alcuni!






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La versione originale dell'intervista, per chi volesse gustarsi le sfumature dell'inglese e anche perché è una delle prime che girano in rete (abbiamo poi scoperto di avere alcuni lettori non italiani appassionati delle
strip che ovviamente apprezzano ma si lamentano di non capire una mazza dei testi).



First of all, thank you for agreeing to the interview.

You are currently one of the most successful cartoonists around and only three years after Cul de Sac came out, quite a short period really. Did you expect a version of your comic strip in Italian as well? How does it feel knowing that Alice and Otterloop's affairs will inevitably be "lived" and become part of everyday life in a country like Italy?


I can't really claim to be too successful, but so far so good. Cul de Sac started as a Sunday-only feature in the Washington Post in 2004, and since its move to syndication last fall it's gotten into about 115 papers, which is a good start for a strip, especially in these days of disappearing newspapers and shrinking comics. Do newspapers in Italy have comics? I'm familiar with Linus, but not with the daily papers. But I'm very tickled that Cul de Sac is coming to Italy, and I hope it all makes sense and the humor comes through.
The translator for Linus, Diego Ceresa, has sent me a few strips he's translated and he's done a beautiful job, even developing a font from my lettering so it would look hand-made. I'm looking forward to seeing a copy of it myself, it'll inspire me to learn your beautiful language!


Like that of others, your success has came about through daily papers and the press in general obtaining record consensus since it first appeared in "The Washington Post". All this despite the era of internet which many consider the new frontier for publications. Do you think that publication on paper is still important? In this respect what is your personal opinion?


My day job is illustration, mostly magazine illustration, and if I don't see it printed on paper it's like it didn't really happen. I'm getting used to seeing my work online, and having a blog of my own I've been posting my stuff for a while. But publication on paper is important for me. I'm a traditionalist, or a fuddy-duddy, if that translates. And I love newspapers, I've done work for the Post for almost 25 years, and to see my strip on newsprint in with all the other comic strips means a lot to me, like I've finally moved into a neighborhood
I've always loved.


In America there is a long tradition and longstanding love for comic strips whereas here in Italy people are more interested in the graphic novel, Disney cartoons, Manga and super hero comics. Publication in Linus is therefore an excellent opportunity to know you. What do comic strips mean to you, what has their importance been in your life and how do they differ from other forms of cartoon and communication?

And in America people are turning more and more to Manga and graphic novels, too. Though I think newspaper comic strips retain their popularity, as every time a paper adds or cancels its strips . I was a kid in the 1960s in Washington DC, when there were several daily newspapers all with comics pages. Peanuts was at its peak then, and that Pogo are the first strips I have vivid memories of reading. Pogo was my parents' favorite, my Mom's especially. She liked to draw and sometimes would draw Pogo characters or Disney characters, and I'd sit at the kitchen table and we'd draw together. She grew up in various orphanages and to entertain the younger kids she'd drawn cartoons for them, too.


So drawing was what I always did, even when I should've been doing other things, like homework, and usually my drawings were funny, or tried to be. Like I said, most of my work has been illustration for publications, and the more of it I did the more I'd work words into the drawing like I was trying to turn it into a free-standing cartoon. I don't know if you have anything like New Yorker cartoons in Italy, by which I mean little slices of observed life presented as a fairly simple yet sophisticated drawing and caption. That's sort of what a lot of my illustration work was aiming for, though it often fell well short.


In illustration I was always willing to try almost anything, goofy stuff, caricatures, pen & ink, watercolor, oil paint, colored pencils etc, and it all led me to learn new things. And learning new things meant studying the work of those who do it best, and trying to steal from them. I think doing a comic strip was always at the back of my mind, even though for years I swore I couldn't do one because of all the work involved. But I eased into it, first with the Sunday Cul de Sacs in the Post and now with the dailies for syndication.
I guess what I'm saying is that the daily comic strip is a Great American Art Form, maybe not always great, but at it's best it's one of the peaks of graphic art. And getting a chance to do it is just a joy, despite all the hard work in cranking out a daily. Like I said, drawing is what I've always done.

Cul de Sac came about after many years in the illustration industry. Do you consider it a point of arrival or is it a new beginning?


That's an excellent question, I've been wondering which it is myself. I've been freelancing most of my life, and Cul de Sac is my first real job in a long time. I think it's mostly a new beginning, because drawing a daily strip is such an endless process that you don't really arrive, you just keep going and going. And they say that the journey is more important than the destination.


Are there any Italian authors that you know or admire the work of?

Yes! I love Lorenzo Mattotti, Vittorio Giardino and Tullio Pericoli. And I'd like to know more, please recommend some!

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