venerdì, maggio 26, 2017

 

Ombre rosse di Enzo Scarton

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domenica, maggio 21, 2017

 

35MQ di Stefano Frassetto

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sabato, maggio 20, 2017

 

Singloids dei Persichetti Bros


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venerdì, maggio 19, 2017

 

Ombre rosse di Enzo Scarton

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domenica, maggio 14, 2017

 

35MQ di Stefano Frassetto


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sabato, maggio 13, 2017

 

Singloids dei Persichetti Bros


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mercoledì, maggio 10, 2017

 

Dieci anni di Balloons - Il tempo di Gabriele Montingelli

E infine, con calma, arriva il più sperso degli autori smarriti a celebrare il decennale di Balloons. Perché Gabriele Montingelli, a differenza degli altri chiamati all’appello, davvero ha abbandonato la creazione di strisce dopo un esordio molto promettente nei primi anni duemila. 
Ludwig, la sua serie, ha un curriculum di prestigio sulla carta: per diversi anni è uscita nell’inserto dedicato a scienza e nuove tecnologie del Sole24ore, sul mensile Cosmopolitan, Computer Week, sul periodico di tecnologia Jack e sulla tovaglietta "L'ammazzacaffè" distribuita in tutta Italia in bar, pub e ristoranti. Per non parlare degli inizi sul web nella newsletter del glorioso portale Kataweb. 
Il richiamo nostalgico di Balloons è stato però troppo forte e per l’occasione ha tirato fuori matite e carta per disegnare ben due strisce dedicate al tempo. Con l'omaggio di una chicca tratta dal catalogo di Ludwig alla fine dell’intervista . 









Il Tempo. Quello per leggere una comic strip su tre o quattro quadri. Il tempo della comicità, scandito - lo sappiamo bene - da un proprio metronomo. Quello per realizzare una striscia. Quello del momento in cui è stata ideata. Quello trascorso da quando hai abbandonato i tuoi personaggi.
Ma andiamo con ordine: quanto tempo c’è voluto per riordinare le idee, trovare matite e fogli e squadrette? E le emozioni?


Sono rientrato nella modalità “Ludwig” abbastanza rapidamente: tutto il materiale ordinato in un cassetto, un viaggio in treno di un paio d’ore per buttare giù qualche idea e scegliere quella che mi pareva la migliore, qualche difficoltà tecnica nel ritrovare i font dei dialoghi e le astuzie della scansione, sostanzialmente il solito tempo per disegnarla tutta -direi un’oretta- andando a vedere nelle vecchie strisce se non dimenticavo qualche particolare riguardante i personaggi.
 Le emozioni non riguardano tanto il rimettersi a disegnare, quanto i ricordi che comporta: sono andato a rivedermi vecchie strisce, vecchi post del blog... ho sentito che sono passati un po’ di anni ma anche provato contentezza ad avere fatto la mia parte in quel periodo nel nostro gruppo.
 Ho rivisto una nostra chiacchierata di undici anni fa su “come nasce una striscia” (http://balloonstrips.blogspot.it/2006/12/come-nasce-una-striscia-9.html) e mi sono accorto che la penso più o meno come allora riguardo all’argomento fondamentale della tua domanda: il tempo, che in questo caso intendiamo come “ritmo”. In quelle righe mi riferivo all’”idea” come elemento principale per la buona riuscita della striscia, ed ora rifletto sul fatto che il mestiere che segue per trasformare l’idea in vignette non è altro che la capacità di saper scandire questo ritmo con i testi -prima di tutto- giusti, le immagini giuste, la chiusura giusta.


Saltiamo la parte i cui mi racconteresti che no, non hai fatto come Noodles di “C’era una volta in America”, non sei andato a dormire presto in tutti questi anni. Però come hai potuto addormentarti abbandonando il tuo lato di creatore di comic strip? Sono andato anch’io a rivedere i tuoi antichi siti dove scrivevi parole dolci per esaltare la tua vocazione: “La striscia...è per sua natura dotta di umorismo, la via più immediata per avvicinare un pubblico”.  Certo, erano parole rivolte agli editori per vendere le tue tavole ma dietro c’è una vocazione, un amore infinito per questo genere. Tra i giovani cartoonist di quel periodo sei stato uno dei pochi ad arrivare su fogli a larghissima diffusione, come Il Sole 24 ore o Computer Week, giusto per citarne due. Che è successo?  



È successo semplicemente che mi sono stufato di vedersi aprire una porta per ogni venti a cui bussavo. Non è mai scattato per le nostre strisce -meglio: per le mie strisce- un reale interesse del mercato… un chiaro sintomo di questo è che l’unico modo di pubblicarle era sempre renderle, in qualche modo, “tematiche”: l’argomento doveva adattarsi al giornale che pubblicava. Virus informatici per Computer Week, rapporti tra i sessi per Cosmopolitan, e così via.
La vera strip quotidiana non è mai arrivata da noi, e probabilmente era quella che mi interessava fare.
Ho sempre visto le mie strisce come un “prodotto”: senza nulla togliere al piacere che per me è sempre stato scriverle e disegnarle  - soprattutto perché le sentivo una cosa “mia” come poche altre -  erano pur sempre qualcosa che facevo sperando di affermarmi sul mercato, non certo per tenermele nel cassetto. In un certo senso, qualcosa di molto simile al caustico ritrattino che avevi fatto di me sul blog!



Questo è molto vero, specie nel tuo caso: Ludwig forse non ha mai avuto un vero sviluppo perché diventava sempre una striscia tematica, al servizio dell'argomento nell’articolo di quel dato giornale. Ma questo possiamo dirlo in generale per l’illustrazione e le vignette, viste sempre dalle redazioni e dagli editori in funzione della cronaca, subordinate alla pagina e ai testi. Al meglio, alle necessità di satira contingenti. Uno Schulz da noi finirebbe a campare in un ufficio oppure, se proprio gli gira bene, a illustrare qualche libro per l’infanzia. 
L’amore per le comic strip penso sia comunque in te rimasto intatto. Quali sono le tue strisce preferite da sempre? Quali oggi? Qualche autore che ti ha colpito sulla scena italiana ormai relegata sul web? 

  
In realtà non sono un lettore di strisce, se non occasionalmente. I fumetti che leggo per divertimento sono i bonelliani Dampyr e Dylan Dog.
Le strisce che mi hanno portato ad amare questo genere sono i grandi classici, non sono molto originale: Calvin & Hobbes e i Peanuts li citerei prima di tutti. Altre di quando ero ragazzino sono B.C. e Mafalda.
Adesso, quando mi capita Linus in mano, vado subito alle pagine di Pearls before swine e Monty.
Anche per quanto riguarda la scena italiana non mi discosto dal mainstream… Zerocalcare e Makkox credo siano riusciti ad imporre il loro, originale, linguaggio, e li leggo sempre con piacere.





Il tuo antico sito www.lud.it è sempre on line. Non aggiornato da oltre un decennio ma guardiamo il lato positivo: è un buon esempio museale su come si costruiva un bel sito prima dell’era Facebook (date un occhio anche alla ancora più antica e deliziosa versione in Flash). Ho messo il link apposta per mostrare ai lettori che cos’era Ludwig. La resilienza di quel sito è una finestrella aperta su un possibile ritorno di Ludwig? 

Ah, ah! No, no, non direi… Ma quando mi arriva, ogni anno, l’avviso del provider che mi chiede se voglio rinnovarlo, mi rifiuto di farlo morire. Certo, mi aiuta il fatto che il costo sia di soli 12 euro all’anno, ma mi fa piacere sapere che lud.it sia sempre lì, testimone di quel mio periodo.




Quindi queste due strisce sono l’una tantum (si potrà dire “due tantum”?) davvero straordinaria e affettuosa per il decennale di Balloons. Del resto hai sempre avuto questo senso della socialità tra autori, il progetto e la raccolta Strrrippit (di cui ricorre ora il decennale) ebbero origine grazie al tuo input. Fa quasi tenerezza ripensare alle speranze di quel periodo e all’aria vispa che circolava tra quel gruppo di autori di comic strip, vero? Sai che nella prossima striscia che interverrà per commemorare Balloons c’è una telefonata a Ludwig? 


Bè, che siano strisce un po’ “speciali”, dopo tanto tempo, si può dire senz’altro.
La partecipazione al decennale di Balloons era doverosa: a me il gruppo che avevi radunato ha dato davvero molto come spinta nella voglia di continuare e di provarci, e la soddisfazione nel produrre Strrrippit era stata grande. Non siamo diventati ricchi e famosi - perlomeno non tutti e di sicuro non io - ma sono rimaste parecchie buone amicizie, come testimonia la telefonata di cui mi parli!




Grazie Gabriele.



Piccolo omaggio di Montingelli a chi è arrivato sin in fondo all’intervista. Il tempo era anche uno dei temi preferiti di Ludwig e così, in chiusura, vi proponiamo questa striscia di tanti anni fa. 








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domenica, maggio 07, 2017

 

35mq di Stefano Frassetto

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sabato, maggio 06, 2017

 

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domenica, aprile 30, 2017

 

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sabato, aprile 29, 2017

 

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domenica, aprile 23, 2017

 

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sabato, aprile 22, 2017

 

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martedì, aprile 18, 2017

 

Il ritorno del Prof Knox di Pino Creanza



Ritorna il Prof Knox, il personaggio nato dall’ostinata creatività di Pino Creanza. Questa volta in una piccola deliziosa raccolta tascabile, un libricino quadrato grande come una mano aperta, confezionato con gusto raffinato.
Istruzioni per i nuovi lettori. Il Prof Knox è uno scienzatino folle con la testa a cocomero. Parla uno strano gramelot, eliminando le doppie consonanti e gli apostrofi, privilegiando la consonanza alle declinazioni, la fonetica alla grammatica. Per di più con robuste influenze di dialetto barese, secondo l’autore “lingua notoriamente tra le più adatte a trattare le complessità teoretiche della scienza moderna” .
Torna anche il fedele amico “Compiuter”, ferraglia dura parlante che, in perfetto italiano, con il suo buon senso digitale fa da contrappeso ai talvolta eccessivi slanci della fantasia creatrice del Professore.
Knox è disegnato con uno sfrontato e omogeneo stile infantile. È un viaggio in un mondo minimale e surreale di ragionamenti squinternati dove non si corre verso la battuta. Il lettore è spiazzato assai da questo frullato di ingenuità e riflessioni filosofiche. Ma chi vi ha detto che le cose in questo mondo devono girare in modo ordinato?
Prof Knox ha una storia gloriosa: è la striscia con cui Creanza ha esordito agli inizi degli anni '90 su Frigidaire, splendida fucina di talenti e fumetto alternativo.
Come procurarsi il libricino? Potreste insinuare panico e inadeguatezza nelle librerie o fumetterie provando a chiederlo ma la strada più breve per il momento è una mail all’autore: pinocreanza{at}alice.it. Per i primi millanta e uno la copia avrà una dedica autografata.

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“Il ritorno del Prof Knox" è una pubblicazione sostenuta dall’associazione culturale Altrinformazione:
www.mamma.am
info@mamma.am
ISBN 978-88-97194-10-1
www.pinocreanza.it
www.sillytragedies.it

Trovate il Prof Knox anche su Facebook

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domenica, aprile 16, 2017

 

35mq di Stefano Frassetto

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sabato, aprile 15, 2017

 

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domenica, aprile 09, 2017

 

35mq di Stefano Frassetto

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sabato, aprile 08, 2017

 

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venerdì, aprile 07, 2017

 

Sherlock Holmes nei Peanuts di Luigi Siviero

(Seconda parte della collaborazione con Luigi Siviero che ci presenta un estratto dedicato ai  Peanuts e Sherlock Holmes, la prima parte dedicata a Doonesbury tratta dal libro Dall'11 settembre a Barack Obama  è stata pubblicata da Balloons in questo post  )

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Sherlock Holmes. L’avventura nei fumetti (Prospettiva Globale – ProGlo, 2016) è un libro nel quale ho cercato di “catalogare” tutti i fumetti legati in vario modo a Sherlock Holmes. Una parte del lavoro è stata proprio quella di catalogare i fumetti: individuare e classificare quali fumetti sono stati fatti e pubblicati e da chi.
Il risultato finale non è stato un semplice elenco di fumetti su Sherlock Holmes. Innanzitutto durante la stesura il libro si è arricchito un poco alla volta di piccoli aneddoti e curiosità sparpagliati qua e là nei vari capitoli. In secondo luogo per i fumetti americani e britannici ho adottato una prospettiva storica: non mi sono limitato a catalogare i fumetti, ma ho inserito le varie opere nel quadro generale dell’evoluzione del fumetto anglosassone (una parte non indifferente del lavoro è stata capire come raggruppare i fumetti in aree omogenee). Infine la mole immensa di materiale legato a Sherlock Holmes, vista nella sua totalità, mi è sembrata un’occasione per riflettere su concetti come creatività, originalità, copia, diffusione delle idee, plagio, omaggio…
Per quanto riguarda le strisce e le tavole domenicali, ho dato spazio ovviamente alla nascita degli spazi riservati ai fumetti nei quotidiani americani alla fine dell’Ottocento, alla creazione delle agenzie di distribuzione delle strisce e all’evoluzione dei fumetti da cartacei a digitali. La “sherlockizzazione” dei personaggi (cioè la trasformazione dei personaggi in detective vestendoli con mantellina e berretto deerstalker) ha riguardato quasi tutti i principali autori di strisce, da Elzie C. Segar a Chester Gould, da Floyd Gottfredson a Charles M. Schulz.
Nel paragrafo 8.7.1 proposto qui di seguito ho passato in rassegna le strisce sherlockiane presenti nella serie Peanuts di Charles M. Schulz.

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Sherlock Holmes nelle strisce moderne: Peanuts di Charles M. Schulz

Esistono otto strisce e una tavola domenicale della serie Peanuts di Charles M. Schulz nelle quali viene citato Sherlock Holmes.
In una tavola domenicale del 28 gennaio 1962 Frieda apostrofa Snoopy perché poltrisce anziché andare a caccia di conigli. Il cane si mette in bocca la pipa, indossa il deerstalker e si avvia quieto alla ricerca di tracce della selvaggina.


Charles M. Schulz, Peanuts, 28 gennaio 1962.

Un anno più tardi, il 24 ottobre 1963, uscì una striscia nella quale Charlie Brown paragona la lettura di un adattamento per bambini di un racconto di Sherlock Holmes al bere una bibita diluita.


Charles M. Schulz, Peanuts, 24 ottobre 1963.

Nel fumetto del 28 agosto 1964 Charlie Brown afferma che Il mastino dei Baskerville è il suo libro preferito. Non la pensa allo stesso modo Snoopy, indispettito perché il cane non ha il ruolo di protagonista.


Charles M. Schulz, Peanuts, 28 agosto 1964.

Dal 20 al 31 agosto 1968 Schulz dedicò un ciclo di strisce alla misteriosa Lila, una ragazza che scrive una lettera a Snoopy e alla quale il cane è affezionato. Diverse strisce sono incentrate sul mistero dell’identità di Lila, che in seguito si scoprirà essere la prima padroncina di Snoopy, e sulla curiosità di Charlie Brown di sapere chi è la bambina alla quale il suo cane è così legato. Nella striscia del 27 agosto Linus dice a un Charlie Brown esasperato dalla curiosità e dalla gelosia che ha fatto un’indagine su Lila. Charlie Brown risponde: Quello di cui avevo bisogno, uno Sherlock Holmes che non sa separarsi dalla coperta.


Charles M. Schulz, Peanuts, 27 agosto 1968.

Nella striscia del 15 aprile 1976 Marcie confeziona un nuovo cappello da baseball per Piperita Patty. Il cappello ha una doppia visiera che lo fa assomigliare al deerstalker di Sherlock Holmes. Piperita Patty, con indosso il deerstalker, risponde « Terribile, mio caro Watson!! » a Marcie che le ha chiesto un giudizio sul berretto.


Charles M. Schulz, Peanuts, 15 aprile 1976.

Nel fumetto del 16 ottobre 1979 Charlie Brown dà a Snoopy un nuovo libro. « È uno di cui non ho mai sentito parlare », pensa Snoopy, « “Il mastino dei Beagleville ».


Charles M. Schulz, Peanuts, 16 ottobre 1979.

Il tema di due strisce pubblicate il 30 e 31 dicembre 1993 è la paura provata da Snoopy nell’ascoltare Charlie Brown che legge Il mastino dei Baskerville ad alta voce. Anche nella striscia del 28 gennaio 1994 Snoopy fa compagnia a Charlie Brown mentre legge un’avventura di Sherlock Holmes ad alta voce. In questo caso la storia è Barbaglio d’argento. Nel sentire un passo del racconto nel quale viene descritto un cane che di notte non fa nulla, Snoopy pensa che quella è la parte della storia che preferisce.


Charles M. Schulz, Peanuts, 30 dicembre 1993.


Charles M. Schulz, Peanuts, 31 dicembre 1993.


Charles M. Schulz, Peanuts, 28 gennaio 1994.

Cherles M. Schulz parlò della sua passione per Sherlock Holmes in un’intervista rilasciata a Gary Groth:
Quando ero agli ultimi anni delle superiori ero (…) un fan di Sherlock Holmes, e ho letto ogni storia di Sherlock holmes che fosse mai stata scritta. Comprai un album all’edicola. E disegnai le mie storie di Sherlock Holmes, riempiendo l’album come se fosse una grande rivista di fumetti. L’unica persona che lo abbia mai letto è stato un mio amico di nome Shermy (…) che suonava il violino, e dal quale andavo ogni tanto per sentirlo suonare. [Gary Groth (intervista a Charles M. Schulz), Schulz at 3 O’Clock in the Morning, in M. Thomas Inge (a cura di), Charles M. Schulz: Conversations, University Press of Mississippi, 2000, p. 179.]


Copertina di linusgiallo, supplemento a «Linus» n. 19 (Milano Libri, 1966). Per questa copertina è stato utilizzato un particolare della nona vignetta della tavola domenicale del 28 gennaio 1962.

A proposito dell’assimilazione della figura di Sherlock Holmes nei fumetti dei Peanuts si possono citare anche alcuni prodotti di merchandising. Nel 1974 fu trasmesso un cartone animato intitolato It’s a Mystery, Charlie Brown nel quale Snoopy e Woodstock, vestiti con deerstalker, mantellina e pipa che fa le bolle di sapone, indagano sulla scomparsa del nido dell’uccellino. Dopo avere scoperto che il nido era stato rubato da Sally per esporlo a scuola, Snoopy lo rimette sull’albero. Dai fotogrammi del cartone animato furono ricavati tra le altre cose un libro a fumetti per bambini, formato da una sequenza di immagini affiancate da testi in prosa, un fumetto abbinato a un’audiocassetta su cui era registrata una narrazione a voce della storia e un puzzle di legno. Nel puzzle, composto da tre vignette, viene riprodotta la sequenza nella quale Snoopy rimette il nido sull’albero.
Negli anni Ottanta fu prodotta una spilla con un’immagine di Snoopy vestito da Sherlock Holmes che guarda attraverso una lente d’ingrandimento e dice « Ho scoperto che ti amo ».


Fotogramma di It’s a Mystery, Charlie Brown.


Il puzzle di legno 


Copertina di It’s a Mystery, Charlie Brown (Scholastic, 1975).

Copertina del fumetto It’s a Mystery, Charlie Brown con abbinata l’audiocassetta (1980). Nel blog GooGooGallery ci sono alcune immagini interne.

Naturalmente furono prodotte spille e pupazzetti di Snoopy vestito da detective. Un pupazzo molto accurato di Snoopy fu creato appositamente per una foto di scena sul set di Murder by Decree (Assassinio su commissione), un film diretto da Bob Clark nel 1979 nel quale Sherlock Holmes, interpretato da Christopher Plummer, indaga sugli omicidi di Jack lo Squartatore. Nella foto, che serviva a pubblicizzare il film, Plummer osserva Snoopy con sguardo inquisitore.


Christopher Plummer e Snoopy.

Infine a proposito dei Peanuts si può citare il fumetto amatoriale Shades of Sherlock realizzato da John Jacobson per il numero di settembre 1972 della fanzine omonima.



John Jacobson, Shades of Sherlock.


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Luigi Siviero è nato a Trento il 6 giugno 1977. Laureato in giurisprudenza. È un appassionato cultore e studioso del mondo del fumetto ma ama spaziare con la sua scrittura anche nel racconto e nella poesia. Tra i suoi lavori segnaliamo Dylan Dog e Sherlock Holmes: indagare l'incubo (Edizioni NPE), il breve saggio Analisi del fumetto. La composizione delle coppie di tavole (Abigail Press, 2007), il fumetto sperimentale (C6H10O5)n (Abigail Press, 2009), il recente Sherlock Holmes. L'avventura nei fumetti (ProGlo – Prospettiva Globale), una monumentale catalogazione sistematica dei fumetti legati a Sherlock Holmes usciti in tutto il mondo dalla fine dell'Ottocento al 2016. Nel 2016 ha vinto il Premio Fogazzaro nella sezione Microletteratura e social network – Premio speciale umorismo.







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domenica, aprile 02, 2017

 

35mq di Stefano Frassetto

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