mercoledì, gennaio 24, 2018

 

Deep Dark Fears di Fran Krause per i lettori italiani



Deep Dark Fears di Fran Krause per i lettori italiani

Mi piacciono i bastoncini caramellati,
ma non appena si sciolgono nella mia bocca,
diventano acuminati.
Ho paura di cosa potrebbe succedere se dovessi inciampare 

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martedì, gennaio 23, 2018

 

Tinoshi di Giorgio Tino



Tinoshi di Giorgio Tino

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domenica, gennaio 21, 2018

 

35MQ di Stefano Frassetto



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sabato, gennaio 20, 2018

 

Singloids dei Persichetti Bros


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venerdì, gennaio 19, 2018

 

Inkspinster di Deco


Inkspinster - Confessioni di una zitella

Inkspinster di Deco

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mercoledì, gennaio 17, 2018

 

Deep Dark Fears di Fran Krause per i lettori italiani


Deep Dark Fears di Fran Krause per i lettori italiani

Mia mamma mi diceva che Babbo Natale mi osservava sempre,
per vedere se mi comportavo da brava bambina o cattiva.
Dalla Festa del Ringraziamento fino a Capodanno,
mi facevo la doccia con addosso i vestiti   



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martedì, gennaio 16, 2018

 

Tinoshi di Giorgio Tino


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domenica, gennaio 14, 2018

 

35MQ di Stefano Frassetto



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sabato, gennaio 13, 2018

 

Singloids dei Persichetti Bros


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mercoledì, gennaio 10, 2018

 

Deep Dark Fears di Fran Krause per i lettori italiani



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Ogni volta che tocco un nuovo interruttore della luce,
e niente succede,
mi preoccupo se sto spegnendo qualcosa di giusto,
o accendendo qualcosa di sbagliato 



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martedì, gennaio 09, 2018

 

Tinoshi di Giorgio Tino



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domenica, gennaio 07, 2018

 

35MQ di Stefano Frassetto



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giovedì, gennaio 04, 2018

 

Il ritorno della zitella che parlava alle papere


Inkspinster "Confessioni di una zitella"

A distanza di ormai nove anni dalla precedente raccolta, arriva un nuovo libro con le strisce di Inkspinster, pubblicato da Comma 22. Molto atteso dagli appassionati cultori della zitella d’inchiostro. E di inchiostro nero ce n’è ancora tanto per disegnare e raccontare scemenze, cattiverie, papere e volpi ma quel che colpisce di più, a un primo impatto, è l’esplosione di colori. Un technicolor da arcobaleno pastellato che potrebbe essere uno choc per chi confrontasse questa con la precedente raccolta pubblicata dalla Grrrzetic nel 2008. Esaurita nel giro di pochi mesi e mai ristampata: così si fa con gli autori di culto, li si lascia a sventolare in campagna, che in questo modo non si montano la testa e rimangono più creativi, e peggio per chi non si è procurato il libro. Ma dicevamo del colore. L’evoluzione è stata progressiva, in realtà diventata familiare a chi ha seguito in questi anni Inkspinster  sul web.  Deco ha preso sempre più confidenza con la tavolozza. Ora si diverte ad usarla per narrare così come aveva sempre fatto manipolando il lettering per dare tutte le intonazioni immaginabili ai dialoghi e al racconto della voce fuori campo . In questa piccola arte delle comic strip, dove te la giochi in pochi quadretti, tutto serve, specie se hai molta voglia di dire.

Agli appassionati Inkspinsterologi , interessati all’evoluzione dei quadretti infiocchettati  da Deco, abbiamo riservato una chicca in fondo alla presentazione. Una striscia storica della primissima raccolta di Inkspinster del 2003 (diffusa con riti esoterici da una casa editrice che si chiamava Lilliput e stampava “on demand”, su richiesta, ovviamente introvabile e rarissima, ma vogliamo tornare ancora sull’argomento? Facciamo da bravi). La striscia ritorna in una versione radicalmente rivista nella raccolta appena uscita. Il confronto dice tutto, più di mille parole, su un autrice che aveva uno stile inconfondibile sin dall’inizio e pure continua a evolversi.

Ora però dobbiamo raccontare un poco Inkspinster per quei milioni di sciagurati lettori di fumetti che ancora non sanno niente della striscia (e del  talento) numero uno nelle comic strip italiane.

Visionaria, ironica, fuori moda, poetica, naïf, cattivissima e tenera. Inkspinster è tutta questa roba assieme, lascia un assortimento di retrogusti. La piccola alter ego di Deco è fondamentalmente una disadattata in un mondo tanto più grande, complesso, incasinato e in apparenza molto cazzuto. O almeno, molto più di lei. Per questo Deco la disegna sempre piccolina, com’era piccolo il Paperino di Al Taliaferro di fronte a un universo incombente e sovrastante. Leggete la storiellina iniziale dove si racconta il suo viaggio a Lucca Comics per ritirare un premio nella categoria “ Disegni che li potevate fare anche meglio ma per questa volta passi”. C’è dentro tutta la filosofia carica di autoironia della striscia.

Inkspinster è adorata dagli addetti al culto perché è un’eroina sfigata capace di far ridere di se stessa, discendente degli altri campioni storici della goffaggine  nel mondo dei comics, da Donald Duck a Charlie Brown. Lei, come racconta in un’altra tavola Madame Inkcasinologa (una presunta esperta, sosia del personaggio, che spiega le cose del mondo) è un opossum nell’affrontare i problemi della vita. Gli altri sono leoni, lupi, aquile, lei si finge morta.

Dentro Inkspinster c’è anche l’amore per la campagna dove vive l’autrice che regala  voce e scena  a papere dispettose, inopportune e pettegole, volpi attonite, gatti sardonici, galline dai facili innamoramenti, coniglietti, uccellini e altro bestiario. C’è il resto del mondo, quello dei vip e delle mode, da questa prospettiva raccontato e sbeffeggiato. Senza pudore:  si sprecano le telefonate con domande squinternate a George Clooney o Brad Pitt. Che a Inkspinster rispondono subito ma se ci provate voi manco il numero trovate.

 Ci sono gli uomini, che, ça va sans dire, sono un’ossessione per le zitelle. O meglio, l’uomo, l’unico amore, irraggiungibile soprattutto perché non vuole farsi raggiungere da una sciamannata come Inkspinster , un hard rocker terrificante ispirato a Marilyn Manson. Di giorno lavora in una falegnameria che si chiama, ma guarda il caso, Marilyn Mensola. Da un decennio ha preso il ruolo di insano oggetto del desiderio al posto di Pasticcino, un ingessato poliziotto narcisista con un cappello da nazista (e anche questo vi dice molto). Ma temiamo anche il dottor Muffa sarà destinato a sparire, perché la donna è mobile e la zitella ancor più. Tutto questo chiarisce molto a voi single dilettanti e lagnose.  La vera zitella doc aspira a un uomo marcissimo, lontano mille miglia da sé, perché tale vuol rimanere e perché altrimenti non c’è gusto a piangere. Fine della lezione di psicologia, andiamo avanti.

Ci sono gli amici, in realtà poco più che delle spalle umoristiche, sponde talvolta necessarie per l’esuberante protagonismo di Inkspinster. Che recita cento parti, fa la voce narrante o interpreta esilaranti ruoli da esperta. Non è una striscia di personaggi, né la zitella è molto socievole. Le sue amiche, come racconta, sono solo quelle che riesce ad ascoltare per più di cinque minuti senza desiderare di colpirle forte in fronte con un badile.  Vi abbiamo detto che è un tipetto difficile? Beh, ve lo diciamo adesso.



C’è infine il disegno dal tratto personalissimo e inconfondibile, non assomiglia davvero a nient’altro di conosciuto. Negli anni qualcosa è arrivato anche dalla esperienza  dell’autrice nelle illustrazioni sognanti e ironiche: lo si può notare, ad esempio, nel rimodellamento surreale delle figure dei  personaggi (se per disgraziata ipotesi ignorate l’attività di illustratrice della Decontardi, guardate il portfolio sul suo sito e rifatevi gli occhi). C’è la passione per certi disegnatori della vecchia scuola inglese, per il Tim Burton fiabesco e gotico, per i cartoni russi e cecoslovacchi. Tutta roba di cui Deco si è nutrita e che ritorna qua e la nelle vignette. C’è la predilezione per un mondo di cose antiche ed eleganti , merletti e legno, pennini e calligrafie, carte e parati, che non è scomparso del tutto. Le tavole sono stracariche di  particolari, Inkspinster non è certo una striscia minimalista, ci si sofferma tanto a osservare e ridere sui dettagli. Eppure, ed è una bella impresa, il risultato è oggi una nitidezza leggibile anche con le miniaturizzazioni richieste  dalla diffusione sul web o su supporti come i cellulari.

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Bene, siamo arrivati alle istruzioni per l’uso.

Se volete sapere di più su Deco consigliamo un solo link su tutti: l’intervista realizzata da Sauro Ciantini su Balloons  qualche anno fa ma del tutto attuale. Il papà del piccolo papero Palmiro ( anche lui gran talento dopo l’epopea di Comix lasciato a sventolare sulle colline del Mugello, tanto per rimanere in tema di disegnatori negletti) le pone le domande giuste e un po’ riesce a tirare fuori l’anima e la storia di Deco. Non ci troverete riferimenti agli spunti reali di vita dai quali nascono le strisce, brutti figli di portinai curiosi, ma davvero molto sull’autrice. Clic sul link, non vi deluderà.

Se volete procurarvi il libro appena pubblicato dalla Comma 22 dovete darvi un po’ da fare perché al momento la distribuzione, dopo la presentazione a Lucca Comics, ha incontrato qualche difficoltà e insomma non lo trovate proprio sotto casa. Ma siamo certi che appena partirà il passaparola la situazione migliorerà. Una buona strada è ordinarlo su Amazon .  Spesso le copie sono date per esaurite ma il riassortimento è veloce, potete fare l’ordine anche se non viene dato come disponibile .  Oppure su questa pagina di Comma 22 su Fumetto Online
Altrimenti lo potete chiedere o prenotare  in qualunque libreria o fumetteria dando i riferimenti che trovate qua sotto. Non urlate il sotto titolo “confessioni di una zitella” per non turbare gli altri clienti che potrebbero scambiarvi per frequentatori della letteratura da mezze centinaia di sfumature. Bella sfida quel sottotitolo :-)



Editore: Comma 22 ISBN-10: 8865031204 ISBN-13: 978-8865031209


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E ora le due tavole promesse agli inkspinsterologi. È una striscina intrisa di malinconica ironia rivisitata dopo 14 anni. Niente parole in più come detto, le due tavole raccontano tutto. Vi dico solo che anche la prima antica è ancora molto bella.
E adesso, se potete, scatenate il passaparola, che non abbiamo voglia di aspettare altri dieci anni per rivedere su carta la zitella che parlava alle papere.



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mercoledì, gennaio 03, 2018

 

Deep Dark Fears di Fran Krause per i lettori italiani


Deep Dark Fears di Fran Krause per i lettori italiani

Sin da quando ero piccolo non mi sono mai piaciuti i costumi delle mascotte.
Mio papà mi portò a una partita di calcio,
e mi raccontò che erano vuoti dentro,
finché non catturavano un bambino.

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martedì, gennaio 02, 2018

 

Tinoshi di Giorgio Tino


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domenica, dicembre 31, 2017

 

35MQ di Stefano Frassetto



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sabato, dicembre 30, 2017

 

Singloids dei Persichetti Bros


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mercoledì, dicembre 27, 2017

 

Deep Dark Fears di Fran Krause per i lettori italiani


Deep Dark Fears di Fran Krause per i lettori italiani

Anche se appaio molto diverso rispetto a quando ero un adolescente,
mi sembra ancora che la gente possa vedere dentro di me il ragazzino goffo delle scuole medie


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martedì, dicembre 26, 2017

 

Tinoshi di Giorgio Tino


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domenica, dicembre 24, 2017

 

35MQ di Stefano Frassetto


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sabato, dicembre 23, 2017

 

Singloids dei Persichetti Bros


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mercoledì, dicembre 20, 2017

 

Deep Dark Fears di Fran Krause per i lettori italiani


Deep Dark Fears di Fran Krause per i lettori italiani

Ogni volta che vado sull'ottovolante,
mi lego sempre i capelli dietro.
Non voglio che finiscano catturati da non so cosa.
Potrei perdere la mia testa. 


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martedì, dicembre 19, 2017

 

Tinoshi di Giorgio Tino


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domenica, dicembre 17, 2017

 

35MQ di Stefano Frassetto



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sabato, dicembre 16, 2017

 

Singloids dei Persichetti Bros


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venerdì, dicembre 15, 2017

 

Il fumettaro di Enzo Scarton



Il fumettaro di Enzo Scarton

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giovedì, dicembre 14, 2017

 

Inkspinster di Deco


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mercoledì, dicembre 13, 2017

 

Deep Dark Fears di Fran Krause per i lettori italiani


Deep Dark Fears di Fran Krause per i lettori italiani

Un tempo pensavo che l'unica ragione per cui dormivamo di notte era
che così non ci avrebbe preso paura quando la terra girava


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martedì, dicembre 12, 2017

 

La mostra di originali "I Postorici" di Luciano Bottaro




QUESTA NON È UNA POSTFAZIONE
di Giovanni Nahmias

Negli ultimi anni è sempre più frequente trovare mostre di tavole originali a fumetti ospitate da musei. Un contesto molto importante: da un lato si contribuisce a promuovere nei visitatori la cultura del fumetto come arte, dall’altro si riconosce (finalmente) ai cartoonist lo statuto di artisti.
Luciano Bottaro è stato un grande artista, inventore di storie memorabili per personaggi celebri, ma soprattutto di nuovi personaggi che abitano i suoi colorati mondi di fantasia.
Una caratteristica dei grandi autori è che ogni loro creazione possiede sempre la stessa caratura artistica.
È il caso dei Postorici, che forse possiamo considerare nella vasta produzione di Bottaro un lavoro minore, per quantità e diffusione.
In realtà a ben guardarlo è un fumetto compiuto, nella concezione e nell’esecuzione, un fumetto con un grande potenziale creativo (perfetto ad esempio per una versione animata che è stata anche progettata).
Ma la storia dei personaggi a fumetti è pirandellianamente come quelle delle persone reali: fatta di momenti giusti e momenti sbagliati, condizionata dal maggior o minor tempo a disposizione per crescere (soprattutto nel caso di un autore che ha tanti altri personaggi a cui pensare), per cui si ha la sensazione che i Postorici non ci abbiano raccontato tutte le loro possibili storie.
Sono sicuro che Bottaro li ha inventati e disegnati perché lui per primo si divertiva un sacco.
Anche per questo i Postorici li sento particolarmente vicini al loro papà (e difatti proprio a loro Bottaro nel 2001 ha dedicato il numero unico dell’almanacco di fumetti comici Post): in quanto frutto solare e divertente di un mugugno ligure cosmico sul senso della storia, sull’umanità destinata a sbagliare e a ricominciare (per sbagliare di nuovo?).
Narrativamente offrono molti spunti importanti: geniale l’invenzione di uomini preistorici che fanno gli archeologi, come geniale l’idea che un dopo-bomba abbia popolato la terra di animali fantastici e colorati (irrinunciabili per Bottaro) o che ognuno parli con un proprio difetto (?) di pronuncia.
Come se anche gli umani fossero esemplari unici di una loro razza.
Infine una nota di forma, i disegni di Bottaro hanno una caratteristica tipica dei grandi maestri, ben evidenziata dalla selezione in mostra e in catalogo: sono senza tempo!
Anzi sono sempre moderni, con la loro linea chiara, con i loro colori pastello accesi. In questo i Postorici sono esemplari: freschi, puliti, sempre contemporanei.
Una mostra di tavole e illustrazioni dei Postorici allestita in un museo archeologico è un felice corto circuito e rappresenta il connubio perfetto tra arte, storia e ironia.
Un piccolo suggerimento per indirizzare l’umanità nella giusta direzione, cosicché dei futuri postorici non abbiano ad esistere mai.

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Tinoshi di Giorgio Tino


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sabato, dicembre 09, 2017

 

Singloids dei Persichetti Bros


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giovedì, dicembre 07, 2017

 

Inkspinster di Deco


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mercoledì, dicembre 06, 2017

 

Deep Dark Fears di Fran Krause per i lettori italiani


Deep Dark Fears di Fran Krause per i lettori italiani

Dormivo sempre con la schiena rivolta verso il muro,
finché non appresi che i fantasmi possono attraversare le pareti.
Mi tenevo lontana dai muri, loro venivano fuori attraverso il pavimento.
Possono anche passare dai libri di fumetti e dagli schermi digitali. 



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martedì, dicembre 05, 2017

 

Tinoshi di Giorgio Tino


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domenica, dicembre 03, 2017

 

35MQ di Stefano Frassetto


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sabato, dicembre 02, 2017

 

Singloids dei Persichetti Bros


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giovedì, novembre 30, 2017

 

Inkspinster di Deco


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mercoledì, novembre 29, 2017

 

Deep Dark Fears di Fran Krause per i lettori italiani


Deep Dark Fears di Fran Krause per i lettori italiani


Qualche volta vedo un piccolo oggetto,
e mi sembra che sia il bullone che tiene insieme l'intero universo,
e che se solo lo toccassi un pochino,


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martedì, novembre 28, 2017

 

Tinoshi di Giorgio Tino


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domenica, novembre 26, 2017

 

35MQ di Stefano Frassetto


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sabato, novembre 25, 2017

 

Singloids dei Persichetti Bros


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giovedì, novembre 23, 2017

 

Inkspinster di Deco


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mercoledì, novembre 22, 2017

 

Deep Dark Fears di Fran Krause per i lettori italiani


Deep Dark Fears di Fran Krause per i lettori italiani

Quando ero piccolo mia mamma mi raccontava
che se avessi giocato con il mio ombelico,
sarebbero uscite fuori tutte le mie budella e io
avrei dovuto portarle in giro per il resto della mia vita
dentro un cesto per la biancheria 


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martedì, novembre 21, 2017

 

Tinoshi di Giorgio Tino


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